(06/12/2010) - Istruzione e formazione professionale, ecco la riforma della Regione

Bologna – Approda oggi pomeriggio in Assemblea legislativa la delibera approvata dalla Giunta regionale che realizza il nuovo sistema regionale dell’Istruzione e Formazione professionale. La riforma è stata presentata stamani alla stampa dall’assessore regionale alla Scuola e Formazione Patrizio Bianchi e dal presidente della Commissione Turismo, Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro e Sport dell’Assemblea Legislativa Giuseppe Pagani.

Un percorso unitario tra istruzione e formazione, che raccorda i percorsi degli Istituti professionali e della Formazione professionale rendendoli equivalenti e complementari, e capaci di intrecciare i bisogni formativi dei ragazzi e le necessità del mercato del lavoro. Un sistema, su cui la Regione investe 55 milioni di euro all’anno, che mira a valorizzare la cultura del lavoro e ad assicurare il successo scolastico di tutti i giovani, in particolare nel delicato momento di passaggio dalla scuola media alla scuola superiore.

La sfida è prevenire la dispersione scolastica e l’abbandono, realizzando percorsi flessibili e personalizzati, che possano rimotivare, rafforzare le competenze di base e orientare i ragazzi, anche con percorsi scolastici frammentati, affinché non ci siano giovani in Emilia-Romagna che debbano scontare l’insuccesso scolastico.

La formazione professionale è materia propria ed esclusiva delle Regioni – ha spiegato l’assessore Bianchi - per questo abbiamo lavorato, in un percorso condiviso con gli organismi competenti e le parti sociali, per creare una progettazione unitaria dove la formazione professionale, con le sue competenze legate al mondo del lavoro, e l’istruzione professionale, legata alla scuola, permetta a tutti i ragazzi di fare un percorso di 5 anni per arrivare al diploma oppure di 3 anni per acquisire una qualifica.

Una riforma che risponde anche a un’idea di sviluppo, perché oggi ci sono molti disoccupati ma anche molti posti vuoti, perché mancano le professionalità necessarie”.

“Il provvedimento vuole spostare in avanti per i ragazzi il momento di scegliere tra proseguire gli studi o intraprendere un lavoro – ha spiegato il presidente Pagani – La coprogettazione tra scuola e enti è la vera sfida, che consentirà di raggiungere la flessibilità necessaria a rispondere anche ai mutamenti della nostra società”.

Nel nuovo sistema regionale dall’anno scolastico 2011-2012 gli studenti diplomati alla scuola secondaria di primo grado potranno iscriversi a un percorso quinquennale di istruzione secondaria superiore - liceale, tecnica o professionale - oppure ad un percorso unitario di istruzione e formazione professionale di tre anni.

I soggetti che gestiranno i percorsi triennali a qualifica saranno gli Istituti Professionali in sussidiarietà e gli Enti di formazione professionale accreditati, che dovranno progettare in modo unitario i percorsi. L’obiettivo della co-progettazione unitaria del triennio è quello di garantire il successo formativo per tutti i ragazzi, e dunque la presa in carico di tutte le specifiche necessità degli studenti che si possono presentare fin dal primo anno.

Le competenze che i giovani potranno acquisire nel triennio corrispondono a quelle previste dal Sistema Regionale delle Qualifiche, correlate alle figure nazionali, e sarà garantito il raccordo fra il sistema nazionale di istruzione e il sistema IFP regionale, per consentire il passaggio degli studenti da un percorso all’altro.

In prospettiva, la Regione sta pensando di realizzare anche un quarto anno, dopo i primi tre, che consentirebbe ai ragazzi di rientrare nel percorso quinquennale di istruzione secondaria superiore e arrivare al diploma di maturità. Si avviano inoltre dei percorsi post-secondari di Istruzione e Formazione Tecnica e Superiore e di Istruzione Tecnica Superiore.

La riforma dell’Emilia-Romagna, nel cui percorso di preparazione e realizzazione sono state coinvolte le parti sociali e gli enti locali, si è resa possibile in un quadro normativo che si è evoluto negli ultimi anni. A partire dal 2005, quando il decreto legislativo 226 ha attribuito competenza esclusiva alle Regioni in materia di istruzione e formazione professionale, per continuare con le linee guida del 2007, fino all’accordo dell’aprile scorso tra il Ministero e le Regioni che ha istituito le 21 figure professionali nazionali.

Con DPR 87/2010 e il riordino degli Istituti Professionali, si è dato vita a livello nazionale ai percorsi quinquennali anche per l’Istruzione professionale, mentre fino ad oggi gli Istituti professionali rilasciavano una qualifica già al termine del terzo anno.

La Regione Emilia-Romagna già nel 2003 con la legge 12 aveva scelto di far frequentare  ai ragazzi il primo anno di scuola superiore nella scuola pubblica, mentre il secondo e il terzo anno si potevano svolgere nell’Istruzione o nella Formazione. Una scelta che ribadiva fin da allora che il primo anno dovesse privilegiare la formazione generale, in modo da orientare la scelta verso l’istruzione professionale o verso la formazione professionale.

In Emilia-Romagna oggi sono 27.368 gli studenti impegnati nell'istruzione professionale, mentre circa 7 mila quelli che svolgono la formazione professionale.

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pubblicato il 2010/12/06 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2012-12-18T17:45:00+02:00

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