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(05/12/2013) - Disabilità. 93mila le persone in età lavorativa, 13mila gli alunni, 6.181 docenti di sostegno: l'assessore Bianchi presenta i dati in Commissione

Sono 93.000 le persone con disabilità in età lavorativa in Emilia-Romagna, il 3,3 per cento della popolazione in età 15-64 anni, mentre, nelle scuole, sono inseriti poco più di 13.000 bambini e adolescenti con disabilità, il 2,3 per cento del totale degli alunni, per i quali ci sono 6.181 docenti di sostegno, circa uno ogni due scolari.

Sono questi alcuni dei dati che l’assessore regionale alla Scuola formazione professionale università lavoro, Patrizio Bianchi, ha presentato alla commissione Turismo cultura scuola formazione lavoro sport, presieduta da Giuseppe Pagani, facendo riferimento al monitoraggio illustrato alla 2^ Conferenza regionale sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, svoltasi il 14 e il 15 novembre 2013 a Forlì.

Per quanto riguarda la formazione professionale, tra il 2007 e il 2012, - ha segnalato Bianchi - sono stati inseriti 13.574 allievi con disabilità, il 36 per cento dei quali con meno di 24 anni. Netta la presenza di persone in cerca di primo o nuovo lavoro, mentre un quarto è impegnato solo negli studi.

Sempre tra il 2007 e il 2012 - ha aggiunto - sono stati inserite nel mercato del lavoro, tramite collocamento mirato, circa 11.688 persone disabili, interessate da 16.503 avviamenti, per lo più con contratti a tempo determinato (11.000) e con un forte peso del part time (quasi 7.000). Solo il 21 per cento delle posizioni lavorative interessa figure non qualificate.

Con la crisi economica - ha poi spiegato l’assessore - il numero medio annuo di avviamenti si è ridotto a 2.750 unità a fronte dei 3.500 rilevati nel periodo 2000-2006. Gli inserimenti, inoltre, non riescono a garantire, a tutti gli utenti del servizio di collocamento mirato, l’accesso al lavoro: ogni 100 iscrizioni, infatti, si hanno 63,3 avviamenti al lavoro.

Gli iscritti al collocamento mirato - ha detto ancora - sono cresciuti nel tempo fino a raggiungere il numero di 40.000 unità a fine 2012, un dato più che raddoppiato rispetto al 2000, registrando, nel tempo, una crescita di iscrizioni di giovani.
Nel 2012, gli utenti dei servizi di collocamento mirato sono stati 12.687, un terzo del totale degli iscritti, e hanno ricevuto circa 55.000 prestazioni.

Per quanto riguarda i tirocini promossi dai servizi provinciali di collocamento mirato, tra il 2007 e il 2011, sono stati 2.973, rivolti a 2.115 persone, due terzi delle quali con più di 34 anni e in prevalenza maschi. Conclusa l’esperienza di tirocinio, - ha specificato Bianchi - 1.107 persone, il 52 per cento, sono state avviate al lavoro, per lo più con un contratto a termine. Complessivamente ci sono stati infatti 1.603 avviamenti , con solo il 15,7 per cento dei casi a tempo indeterminato. Solo 480 dei tirocini promossi hanno quindi prodotto almeno un’assunzione nella stessa impresa e altri 973 in altra azienda.

Non si è poi ridotto negli anni - ha sottolineato - il numero dei posti di lavoro riservati dalla legge 68/99 a persone con disabilità, oscillando intorno ai 38.000. Con la crisi è invece aumentato il numero delle aziende in difficoltà che ricorrono agli ammortizzatori sociali e che hanno quindi il diritto a sospendere l’applicazione della legge, e questa - ha detto - “è la riprova dolente che gli effetti della recessione sono ancora più significativi sui soggetti più deboli”.

Sono cresciute anche le aziende plurilocalizzate, che compensano le assunzioni in obbligo fuori dalla nostra regione. Sono invece diminuite le aziende a cui è autorizzato l’esonero parziale. I posti scoperti nelle aziende sia pubbliche, che private, sono diminuiti dai 7.700 del 2008 ai 5.600 del 2012 e costituiscono il 14,2 per cento del totale.

La spesa complessiva per gli interventi di politica formativa e del lavoro programmata per il periodo 2007-2013 è di 111 milioni di euro, di poco inferiore a quella del 2000-2006, pari a 116 milioni di euro.

Sono quindi intervenuti i consiglieri Giuseppe Paruolo (Pd), che ha chiesto spiegazioni sul modo “diverso” di impiegare le risorse da parte delle Province, Silvia Noè (Udc), anch’essa sottolineando la necessità di “accendere i riflettori sulle modalità con cui operano effettivamente le Province” e di verificare l’attualità della legge 68, e Giuseppe Pagani (Pd), che ha introdotto la questione delle cooperative sociali.

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Pubblicato il 06/12/2013 — ultima modifica 06/12/2013
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