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(13/06/2011) - Scuola, presentato il rapporto regionale sul Sistema educativo in Emilia-Romagna

Bologna – La Regione ha realizzato un rapporto sul sistema educativo in Emilia-Romagna, per conoscere in modo documentato le caratteristiche della scuola dell’Emilia-Romagna, l’evoluzione dei processi in atto, le criticità, e per orientare le scelte politiche e amministrative. Presentato questa mattina in conferenza stampa, è il risultato di un gruppo di lavoro dell’assessorato alla Scuola, ed è il primo di una serie di Quaderni di Educazione e Ricerca, una nuova collana pensata per elaborare un pensiero collettivo e favorire il più ampio confronto.

La Regione Emilia-Romagna con questo strumento intende affrontare le attuali sfide educative e sociali e intende contribuire, attraverso i dati raccolti sul sistema educativo regionale e il confronto con il quadro nazionale, al processo di realizzazione delle modifiche introdotte dalla riforma del Titolo V della Costituzione.

"I dati contenuti nel Report sottolineano la necessità di un nuovo sistema di ripartizione degli organici a livello nazionale, con criteri uguali per tutti e regole chiare e trasparenti - ha spiegato  l'assessore regionale alla Scuola Patrizio Bianchi - In Emilia-Romagna negli ultimi dieci anni abbiamo registrato il più alto incremento della popolazione scolastica e degli alunni stranieri, abbiamo un'elevata incidenza del tempo pieno e il più alto rapporto di alunni per classe, oltre ad un'alta frequentazione degli istituti professionali: sono dati che dovrebbero attribuire alla scuola della nostra regione un + 4-5% di organico, cioè circa 2 mila docenti in più. Anche così non sarebbe ripristinata la situazione precedente ai tagli, ma ci sarebbe consentito di avere una situazione più gestibile. In Emilia-Romagna siamo già andati oltre agli obiettivi di riorganizzazione e di efficienza del sistema".

"Abbiamo già portato questi numeri nella trattativa con il Ministero e al tavolo congiunto nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni - ha aggiunto l'assessore Bianchi - Nel 2008 venne definito un accordo per il trasferimento alle Regioni della capacità di gestione degli organici, mai siglato dal Governo, vedremo se ci saranno le condizioni per dare piena attuazione alla modifica del Titolo V della Costituzione".

I principali dati del sistema educativo dell’Emilia-Romagna:

 

Sono 510.316 i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole statali in Emilia-Romagna, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria superiore. Il numero degli allievi è in crescita costante, con un incremento medio annuo del 2%, e una proiezione che vede l’aumento continuare almeno fino al 2015. Dall’anno scolastico 2000-2001 al 2010-2011 gli alunni sono aumentati del 26,6%.

Il sistema educativo dell’Emilia-Romagna rappresenta oggi il 6,5% di quello nazionale, ma dai dati rilevati si evince che il Ministero assegna a questa regione il 6,3% dell’organico del personale docente e il 6,2% del personale ausiliario tecnico-amministrativo. Si tratta in pratica di oltre 1.500 posti in meno, a cui si devono aggiungere i tagli agli organici avvenuti nel triennio 2009-2012, che hanno registrato una decurtazione di 3.711 docenti e 2.241 di personale ata.

Le istituzioni scolastiche autonome in regione sono 567 e hanno una media di allievi che raggiunge le 900 unità. Il 60% del segmento della scuola di base è costituita da istituti comprensivi.

Il numero medio di alunni per classe in Emilia-Romagna è 22,2, il più alto nella graduatoria delle regioni italiane.

Nelle scuole dell’E-R accogliamo la più alta percentuale di cittadini immigrati rispetto alle altre regioni, circa il 15,7%, dei quali un terzo è di seconda generazione.

La qualità dell’integrazione scolastica è facilitata dal grande numero di istituzioni scolastiche che sono dotate di postazioni tecnologiche specifiche per una didattica a supporto dell’integrazione di allievi con disabilità: rispettivamente il 70,3% delle scuole elementari e il 76,1% delle medie.

In Emilia-Romagna è tradizionalmente alta l’adesione al modello tempo pieno, che nella scuola primaria raggiunge il 45,9%, e non tutte le richieste sono state soddisfatte. La scelta delle famiglie viene infatti attualmente penalizzata dalle assegnazioni del Ministero, che privilegia i modelli di 27/30 ore settimanali.

Capillare in regione la diffusione degli istituti tecnici e professionali, frequentati dal 61% degli studenti della secondaria superiore (37,4% nei tecnici e 23,6% nei professionali.

In quest’ambito l’Emilia-Romagna è al primo posto a livello nazionale. Il radicamento e la diffusione dell’istruzione tecnica e professionale finisce per penalizzare la scuola dell’Emilia-Romagna per quanto riguarda gli organici. Nell’assegnazione delle risorse, infatti, il Ministero non distingue tra i percorsi liceali, il cui quinquennio richiede in media 8 docenti, e i percorsi tecnico-professionali, che invece ne richiedono 10/11. Un aspetto che sottrae all’Emilia-Romagna ulteriori 280 posti docente.

I dati dell’ultima rilevazione OCSE-PISA 2009 sul sistema educativo confermano per l’Emilia-Romagna un profilo di regione europea. La misurazione delle competenze in lettura, matematica e scienze del campione regionale si mantiene più elevata sia della media nazionale, sia della media OCSE. In particolare l’Emilia-Romagna si colloca nel gruppo di testa delle prime cinque regioni italiane.

Esiste tuttavia una criticità: una forbice ampia tra gli esiti elevati dei licei e dei tecnici e, al contrario, i punteggi molto bassi ottenuti dall’istruzione e formazione professionale. Da questo dato di realtà, è nata l’esigenza di riformare il sistema di Istruzione e Formazione Professionale regionale, quale leva strategica per ridare qualità a quel segmento scolastico e formativo.
La Regione e gli enti locali spendono (dati 2007) per ogni studente 1.495 euro: si tratta della spesa più elevata tra le regioni italiane e corrisponde al 29% della spesa pubblica per l’istruzione in questa regione.

 

Una selezione dei dati contenuti nel Report

Sul sito della Regione, tra gli approfondimenti alla notizia, è pubblicata la versione integrale del Rapporto

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Pubblicato il 13/06/2011 — ultima modifica 08/05/2013
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