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(16/06/2010) - Tagli nella scuola, Bianchi: "Siamo preoccupati, ma gli organici non sono competenza nostra"

Bologna – “La Regione è pronta a gestire l’organizzazione scolastica secondo criteri appropriati anche per ottimizzare le risorse pesantemente decurtate dai tagli lineari realizzati, negli ultimi due anni, dal Governo.

Questo partendo dall’accordo tra Governo, Regioni e Province autonome, che raccoglie le modifiche al Titolo V della Costituzione previste dalla legge 3 del 2001”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla Scuola Patrizio Bianchi, che nei giorni scorsi ha convocato la Conferenza regionale per il sistema formativo dove è stato fatto anche il punto delle situazione in vista del prossimo anno scolastico.

Alla presenza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina, l’assessore Bianchi ha chiesto, inoltre, risorse aggiuntive e ha sottolineato di nuovo e con forza che “gli organici sono di competenza dello Stato e che, finché rimarranno tali, la Regione Emilia-Romagna non può e non intende intervenire”. Rispetto alla riduzione degli organici per il prossimo anno – 1.193 insegnanti in meno a fronte di un aumento della popolazione scolastica stimata in circa 8 mila unità  - l’assessore Bianchi ha aggiunto che la Regione “non intende surrogare le competenze dello Stato di fronte a problemi che ogni anno si ripresentano più gravi. Anche la nostra preoccupazione cresce di anno in anno, sino a diventare, come in questi giorni, un vero allarme. Tuttavia non possiamo accettare, solo perché più responsabili, evidentemente più attenti al tema dell’educazione dei nostri figli e più consapevoli della centralità del sistema educativo, che i danni arrecati alla scuola dal Governo centrale ricadano sul Governo regionale. A questo ricatto non prestiamo il fianco”.

In attesa che la Regione possa intervenire sul sistema scolastico regionale sulla base di nuove competenze assegnate,  “ci associamo alle giuste preoccupazioni delle famiglie e – ha aggiunto Bianchi - intendiamo amplificarne la protesta, affinché arrivi all’unico interlocutore che oggi può e deve intervenire, coinvolgendo tutti i soggetti del territorio (e sono tanti) che hanno a cuore la scuola ed attivando ogni iniziativa politico-istituzionale che riterremo efficace per tutelare gli interessi e i valori della comunità regionale. Pur riconoscendo l’esigenza di razionalizzare la spesa pubblica, non condividiamo che sia l’educazione a pagarne le conseguenze. Solo investendo sulla scuola e sulla formazione dei giovani – ha concluso Bianchi - rafforzando le autonomie scolastiche ed evitando la frammentazione e l’impoverimento dell’offerta e della sua qualità, abbiamo la possibilità di tornare a crescere e di costruire e trasmettere un’idea di futuro degno della nostra storia, capace di rispondere ai diritti e alle aspettative delle nuove generazioni”.

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Pubblicato il 16/06/2010 — ultima modifica 18/12/2012
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