domenica 22.04.2018
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Domani sarà bello o brutto tempo?

E' fondamentale riflettere sull'idea educativa e sui modelli culturali che stiamo creando sulle questioni delle previsioni del tempo

"Un fine settimana caratterizzato da una splendida domenica di pioggia!" Mai abbiamo ascoltato o letto una simile affermazione. Quotidianamente, invece, sentiamo parlare di bel tempo o di brutto tempo.

E se le previsioni atmosferiche ci riservano pioggia, vento o neve, di sicuro tutto ciò sarà definito come cattivo tempo o maltempo in arrivo. Stiamo vivendo un periodo in cui il tempo e le questioni metereologiche sono al centro delle attenzioni e degli interessi delle grandi agenzie di assicurazione (con in prima fila i Lloyds di Londra) che cercano di capire con anticipo i prevedibili o imprevedibili eventi atmosferici che potranno incidere sui loro profitti.

Mi riferisco alla possibilità di prevedere eventi atmosferici coperti in genere da polizze assicurative, come sono ad esempio, per gli agricoltori, le grandinate primaverili o estive. Ma è questo anche un tempo in cui quotidianamente le televisioni ci propinano trasmissioni che hanno come argomenti centrali proprio le previsioni atmosferiche e quello che anni fa era la figura mitica - anche perché unica - del colonnello Bernacca, è oggi ben sostituita da diversi presentatori o vallette di grido, che ci propinano informazioni di origini satellitari su alte e basse pressioni.

E così, in mezzo a quiz, balletti e canzonette, ogni giorno, grazie alla potenza delle immagini televisive, sta passando un modo di vedere i cicli stagionali caratterizzati dalle esigenze di una società che sta creando il modello standard di abitante del pianeta caratterizzato dall'essere "cittadino", "tifoso", "consumatore" e "turista". Posso e possiamo tranquillamente affermare che questi sono ormai veri e propri modelli culturali ed educativi.

Piogge e nevi abbondanti: calamità naturali o benedizioni del cielo?

Prendiamo ad esempio un fine settimana primaverile caratterizzato da abbondanti piogge. E' chiaro che per chi deve recarsi allo stadio a vedere la partita di calcio o per chi si sposta continuamente e solamente in automobile o - ancora - per chi attende il fine settimana per godersi il riposo domenicale al caldo dei una spiaggia marina, la pioggia crea sicuramente disagio. Se poi al posto della pioggia abbiamo una abbondante nevicata e questa provoca rallentamenti e tratti di autostrada impraticabili ai mezzi motorizzati, di sicuro a qualcuno verrà in mente di richiedere, al governo di turno, lo stato di "calamità naturale".

Eppure tutti sappiamo, a ben riflettere, che per gli agricoltori, cioè per coloro che quotidianamente attendono ad una delle fondamentali attività dell'umanità (cioè la coltivazione dei prodotti agricoli e quindi la produzione di beni alimentari) la pioggia è fondamentale, anzi indispensabile. Non esisterebbero buone produzioni agricole senza piogge e abbondanti nevicate. La tradizione agricola e popolare aveva ben sintetizzato ciò in innumerevoli proverbi. Pensiamo a quello estremamente semplice che afferma che "sotto la neve, il pane", a significare che un buon raccolto di grano e di conseguenza farina per il pane, nasce da una buona nevicata invernale.

L'acqua per i contadini è quasi sempre sinonimo di "benedizione dal cielo".

Ma che ne sarebbe dei nostri acquedotti, che quotidianamente ci portano acqua sia nelle case di campagna che in quelle di città, senza neve o pioggia? Non possiamo aspettare stagioni caratterizzate da persistenti siccità per ricordarci che la pioggia e la neve sono indispensabili all'umanità.

È bene che ci ricordiamo di questo anche nelle nostre scuole!

Cattivo tempo o buona attrezzatura?

Una lunga esperienza educativa negli scout, 13 anni di maestro di scuola materna in campagna e le mie origini contadine mi hanno insegnato che quando piove o nevica la vita prosegue. E' sufficiente attrezzarsi di un buon paio di stivali, un ombrello o meglio ancora una mantellina o poncho impermeabili . La vita sotto la pioggia non si ferma, ma prosegue ed è estremamente interessante vedere il mondo anche da questo punto di vista. Non esiste quindi un buono o cattivo tempo, ma una buona o cattiva attrezzatura. E quando ci sono abbondanti nevicate? Credo che la saggezza popolare ci abbia sempre invitato a fermarsi, a rallentare, a sospendere le attività previste. Sono eventi, che in questo senso, ci condizionano ma ci educano. E a scuola, che fare? Beh, se nevica, si può anche sospendere la lezione prevista e correre in cortile a far palate, costruire un pupazzo di neve o progettare un igloo eschimese.

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Pubblicato il 25/01/2013 — ultima modifica 25/01/2013
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