sabato 20.01.2018
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Le tecnologie appropriate

20 proposte, dell'Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena, per la gestione della politica locale
L’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate è presente a Cesena dal 1980 con proposte, iniziative, campagne di informazione e gesti concreti.

Siamo convinti che "per essere buoni politici occorra avere fantasia" e soprattutto occorre avere il coraggio di "saper riconoscere che esistono dei limiti fisici, su questa Terra, i quali non possono essere superarati".

Fino ad oggi si è parlato, e ancora si parla, di “sviluppo” anche se spesso lo colleghiamo all’aggettivo “sostenibile”; ora crediamo sia necessario adottare un'altra modalità di gestione per la vita della comunità umana, che possiamo definire strategie per una società dal futuro possibile e durevole.

Alcuni di noi hanno iniziato a ricoprire incarichi di Amministratori (il nostro presidente, Belli Leonardo, è ora l'assessore al comune di Cesena). Fino ad ora vi è stato l’impegno da parte nostra a proporre in ambito amministrativo soluzioni ecologicamente percorribili, socialmente ed economicamente accettabili dove è possibile utilizzare tecnologie appropriate.

E' giunta l’occasione giusta per iniziare questo percorso. Ecco alcuni temi che crediamo debbano essere considerati prioritari in questo momento.

AGRICOLTURA BIOLOGICA

Siamo consapevoli che la nostra terra sia vocata ad una agricoltura pulita, ora esiste anche la necessità che sia biologica, dopo che la CE ha scelto di aprire le porte agli OGM. La pratica agronomica biologica deve essere considerata anche nell’ottica della salvaguardia, della custodia e della diffusione delle diverse specie vegetali e animali (uniche al mondo) che gli agricoltori Italiani hanno selezionato in molti secoli di umile lavoro. Essi sono stati un chiaro esempio di capacità di adattamento ai diversi terreni, ai climi alle esposzioni alle altitudini che caratterizzano il territorio italiano. Ma la biodiversità animale e vegetale in generale va difesa sempre e comunque, sono sinonimo di qualità di vita.

La pratica del biologico non è solo legata ad un problema di mercato, ma è anche un elemento di conservazione della nostra cultura e della nostra identità, questo può avvenire solo se si adottano alcuni espedienti come ad esempio:

  • la costituzione di una "società per il biologico" per favorire l'incontro fra produttori e i consumatori (privati, alberghi, colonie, ristoranti…) a prezzi vantaggiosi per entrambi. Contemporaneamente è necessario intervenire anche a livello culturale con informazioni precise alle persone che vivono il ruolo di consumatore “consapevole”;
  • destinare un luogo pubblico come spazio-mercato permanente del biologico dove i consumatori possono trovare e incontrare “i produttori biologici”;
  • sostenere la nascita dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS), costituito da 20/30 gruppi di famiglie che insieme, in maniera solidale decidono di effettuare gli acquisti direttamente dai produttori. Sono persone che sono disposte anche ad incontrare i produttori, per verificare da dove proviene il loro ben-essere;
  • favorire nelle scuole lo sviluppo degli "orti di pace, sentieri della biodiversità, contadini custodi", che è anche un progetto che l’Ecoistituto ha attivato da due anni ed che sta ottenendo un notevole successo, anche all’estero;
  • istituire una vera e propria "scuola per coltivatori della biodiversità", per favorire il permanere o il ritorno di persone disponibili alla terra, al lavorarla;
  • sensibilizzare gli anziani che praticano attività orticole in particolare su terreni demaniali, con tecniche di agricoltura biologica;
  • riconoscere l'importanza - soprattutto per i piccoli coltivatori biologici - della "autocertificazione", procedura attuata già da anni da molti produttori (e riconosciuta da diverse amministrazioni) e che dà "valore etico" alla scelta del biologico.

LA RESPONSABILITÀ DEI PICCOLI GESTI QUOTIDIANI

Siamo consapevoli che i cambiamenti avvengono solo con l'impegno di tutti, assumendoci "la responsabilità dei piccoli gesti quotidiani". Ma là dove l'egoismo, la corruzione e la in-cultura non permettono di fare il salto di qualità, le normative locali possono favorire nuove pratiche, una nuova cultura, peraltro necessaria in tempi brevi, istituendo presso l’Amministrazione pubblica un "Ufficio del "piccolo è bello": per la riduzione degli sprechi, il risparmio energetico ed il consumo intelligente.

Ecco alcune proposte:

  • deliberare l’abolizione di tutti i materiali “usa e getta" in tutte le manifestazioni pubbliche (feste, incontri conviviali, attività sportive, convegni incontri di rappresentanza ecc.) che necessitano di autorizzazioni;
  • accordarsi fra Pubbliche amministrazione locali, Enti gestori dell'acqua e ditte produttrici, per introdurre in tutte le case e nei luoghi pubblici sistemi tecnici (nei rubinetti e nei water) per favorire il basso consumo di acqua, eliminando gli sprechi;
  • controllo attento e puntuale dei diversi cassonetti per la raccolta differenziata, multando chi ancor oggi continua ad usare i cassonetti senza praticare la diversificazione e chi sporca la città (involucri, mozziconi di sigarette, barattoli di bibite ecc.). Raccolta diretta degli imballaggi e smaltimento, da parte dei commercianti della città, e durante il mercato degli ambulanti;

È POSSIBILE SPOSTARSI IN MODO DIVERSO, ANCHE SENZA AUTOMOBILE

Non servono nuove strade, nuovi parcheggi. Bisogna spostarsi in modo pratico, questo è possibile solo se utilizziamo la bicicletta o ci muoviamo a piedi.

E' sufficiente:

  • bloccare il traffico motorizzato per un raggio di 500 metri attorno a tutte le scuole, dalle 7,45 alle 8,30 del mattino e nell'ora di uscita degli studenti. I bambini andrebbero così tutti a scuola a piedi. Eviteremo di avere migliaia di automobili che scorazzano vicino alle scuole per trasportare gli studenti, rendendo insicuro il passaggio dei bambini;
  • creare piste ciclabili (ad esempio nella maglia della centuriazione e delle strade di campagna) semplicemente con l'interdizione del traffico motorizzato,ad eccezione di chi vi abita o deve recarsi in loco.

 

RECUPERARE E COSTRUIRE (solo se indispensabile) GLI EDIFICI IN MANIERA EFFICIENTE

Sono sufficienti pochi accorgimenti nel modo di costruire per ridurre spreghi energetici e vivere in luoghi più sani. Ancora prima di costruire è importante recuperare tutti gli edifici esistenti. Si tratta di:

  • introdurre sistemi passivi nella costruzione delle case e nelle ristrutturazioni, come ad esempio le pareti e i tetti ventilati;
  • inerbire i tetti delle aree artigianali e industriali (i cosiddetti tetti verdi), ma anche quelli delle civili abitazioni;
  • costruire le strutture scolastiche con materiali naturali (es: legno)
  • occupare tutte le aree dismesse o abbandonate con vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea; recuperare tutte le impermeabilizzazioni del terreno inutili affinché l’acqua possa andare in profondità
  • utilizzare piante autoctone e soprattutto piccole, di pochissimi anni. Sono le uniche che hanno un’alta possibilità di sopravvivenza e di sviluppo armonico, adottando tecniche di impianto più naturali possibile;
  • favorire lo sviluppo armonico delle piante esistenti lungo le bordure stradali, i marciapiedi liberandole delle strozzature alla base del tronco, costituite da cordoli di cemento o altro materiale che impediscono il deflusso delle acque. Realizzare per ognuna un impluvio verso l’apparato radicale favorendo l’accesso dell’acqua piovana
  • vietare l'uso di diserbanti e dissecanti nei fossi, sulle strade e sulle bordure. Impedire le potature meccaniche dei bordi stradali di campagna utilizzando nuove metodiche.

VERDE URBANO E AREE ABBANDONATE

La città ha una forte necessità di verde, sia per la depurazione dell’aria, sia per la termoregolazione, anche in vista di estati torride come quella già trascorsa. Pertanto è urgente adottare pratiche volte al mantenimento del verde esistente, al suo miglioramento aumentando la qualità e la quantità della vegetazione. E' possibile quindi:

  • Un tempo nelle nostre campagne non si producevano rifiuti: tutto era riciclato. In questi 20 anni, anche grazie alle municipalizzate (prima) e alle holding (ora), anche in campagna è comparso il "sacco nero". E buttiamo nei rifiuti sostanze biologiche che un tempo erano ottimo concime organico. Non è detto che sia sempre negativo utilizzare procedure e "modi di fare" del passato. A volte è indispensabile e necessario "tornare indietro", quando minor quantità e minor possibilità tecnologiche ed economiche volevano dire "maggior qualità e ben-essere" per tutti.

 

A PROPOSITO DI RIFIUTI, PASSATO E FUTURO SOSTENIBILE

20. Il Consiglio Direttivo

settembre 2004

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Pubblicato il 25/01/2013 — ultima modifica 25/01/2013
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