domenica 21.01.2018
caricamento meteo
Sections

Lettera ai Dirigenti Scolastici

I nostri anni di scuola: soddisfazioni e difficoltà. Con lo spirito degli allievi della Scuola di Barbiana, una classe di Scuola ha voluto “scrivere collettivamente” una lettera ai Capi di Istituto.

Con lo spirito degli allievi della Scuola di Barbiana, una classe di Scuola ha voluto “scrivere collettivamente” una lettera ai Capi di Istituto. Ecco come mi viene presentata dall’insegnante che li ha coordinati. Mi chiamo Ivana Baldi e sono una professoressa d'italiano presso la Scuola Media di Pianoro. Ci siamo incontrati a Ravenna nel corso del convegno su “Don Dilani e i 40 anni di Lettera ad una professoressa". Durante l'anno scolastico nella mia classe è nata l'esigenza di approfondire alcune tematiche relative alla scuola e al mondo degli adolescenti . Ho così proposto ai ragazzi di scrivere una lettera ai Dirigenti Scolastici utilizzando la tecnica della scrittura collettiva. Siamo stati aiutati, in questo lavoro da Edoardo Martinella (uno degli allievi di Barbiana che ha contributivo a scrivere Lettera a una professoressa) che ci ha fornito preziosi suggerimenti. Le invio in allegato il prodotto del nostro lavoro. Mi piacerebbe che lei lo leggesse e ci desse consigli….

Noi siamo alunni della classe II B della Scuola Secondaria di Pianoro che è un piccolo paese della provincia di Bologna. Abbiamo già trascorso a scuola ben sette anni con soddisfazioni e difficoltà diverse a seconda dei componenti della classe. Abbiamo deciso di scrivere questa lettera al fine di far capire ai Dirigenti Scolastici come viviamo le problematiche fuori e dentro la scuola , come siamo noi veramente, come ci divertiamo….

Chiediamo il loro aiuto e la loro comprensione per cercare di modificare la situazione attuale.

Ci piacerebbe:

Un sabato più leggero e piacevole dedicato a laboratori (dove ci si aggrega per gruppi di interesse). La prof di francese ci ha raccontato che in Francia nelle scuole vi sono molti laboratori : per esempio  di fotografia con escursioni all’aperto , oppure quella di teatro o di giornalismo nel corso del quale si preparano articoli per un giornalino da distribuire all’interno della scuola. Si organizzano anche molte uscite sul territorio o per esplorare l’ambiente o per svolgere attività sportive. Questo tipo di scuola sarebbe più rispondente ai nostri interessi e potrebbe essere realizzata anche in Italia.

Vorremmo avere almeno un computer per ogni classe con un proiettore per riuscire a visualizzare il lavoro.  In questo modo potremmo riuscire a correggere senza troppi problemi il testo che stiamo elaborando nel corso della scrittura collettiva . Inoltre potremmo approfondire gli argomenti anche con filmati e fotografie , facendo ricerche su internet  ed essere informati in tempo reale su quello che succede nel mondo attorno a noi. Potremmo anche corrispondere, attraverso la posta elettronica , con persone che parlano le lingue che impariamo a scuola , in questo modo potremmo perfezionarle, facendo esercizio di comprensione. Naturalmente tutti i professori dovrebbero essere disposti ad imparare le tecniche informatiche per riuscire ad applicarle in classe.

Interessante sarebbe anche incrementare i gemellaggi con i ragazzi della nostra età provenienti da scuole di altri paesi per conoscere il loro modo di vita, le loro tradizioni e per fare amicizie con persone diverse da noi . Sarebbe anche molto istruttivo recarci all’estero per conoscere nuovi luoghi e per perfezionare le lingue.

Ci interessa essere aggiornati su quello che succede nel mondo per renderci conto della situazione in cui viviamo e per poter affrontare meglio le problematiche del nostro futuro , cercando di evitare errori già fatti da altri . Discutere di questi argomenti ci può servire per avere un pensiero comune che possa soddisfare tutti , anche se questo è un lavoro che necessita di molto tempo per essere portato a termine. Per questi motivi è importante che a scuola ci siano varie fonti di informazione come giornali di diverse tendenze e internet.

Le varie materie dovrebbero essere spiegate anche utilizzando filmati, immagini, visitando i luoghi e collegando gli argomenti studiati con la nostra realtà.In questo modo diventerebbero più interessanti e non le dimenticheremmo dopo poco tempo. Per esempio l’anno scorso abbiamo studiato a scuola la vita e il pensiero di Don Milani  e abbiamo letto alcune sue opere: Poi abbiamo approfondito le nostre conoscenze andando a Barbiana per visitare il luogo dove Don Milani  insegnava ai ragazzi e abbiamo  anche incontrato alcuni suoi ex allievi. Questa esperienza non la dimenticheremmo molto facilmente perché ci ha coinvolto personalmente.

Sono solo sogni o sono idee realizzabili?

Le relazioni con i coetanei

Le amicizie

A scuola non si va solo per studiare, ma anche per stringere amicizie che possono aiutarci a crescere.

Alle elementari abbiamo stretto delle amicizie che sono rimaste tali anche se, con qualcuno, ci si vede un po’ meno e, a volte, ci si sente solo per telefono. L’amicizia è, comunque rimasta, ma con un rapporto diverso. Non si condividono le stesse esperienze scolastiche, ma  sono rimasti i ricordi del passato e un legame affettivo che ci spinge a continuare a pensarli.

Ci sono anche amici che, senza volere, per vari motivi, soprattutto familiari, si allontanano da noi e si perdono i contatti. Capita che, quando ci si rivede, la persona non sia più come te l’aspettavi e si rimane dispiaciuti ed anche un po’ delusi.

Le amicizie che stringiamo adesso, che siamo alle medie, sono diverse da quelle delle elementari perché siamo più maturi e consapevoli delle nostre azioni e riusciamo a scegliere le persone con cui passare il tempo, anche seguendo i consigli dei genitori.

I discorsi che facciamo con gli amici sono più profondi ed insieme viviamo esperienze nuove. Con gli amici si riesce a parlare di argomenti che con i genitori è difficile, a volte impossibile, trattare .

Spesso “sparliamo“ delle prof., dei compagni e della scuola in generale, oppure commentiamo i film che abbiamo visti o lo sport.
Il tempo libero

Le attività che facciamo insieme agli amici sono più numerose rispetto a quelle delle elementari: sia perché abbiamo meno ore scolastiche, sia perché siamo più autonomi e possiamo spostarci da soli senza essere accompagnati dai genitori.

Ci piace andare a casa dell’uno e dell’altro per giocare alla play station, al computer o anche per studiare o suonare insieme. Spesso ci incontriamo ai giardini dove facciamo giri in bicicletta, chiacchieriamo e giochiamo a nascondino. Il nostro scherzo preferito è quello di suonare ai campanelli delle abitazioni e vedere la reazione di chi risponde, soprattutto se sono persone anziane.

A volte andiamo al cinema: scegliamo film comici, di fantascienza per passare due ore insieme a ridere e per distrarci dalla “pressione” della vita scolastica. Infatti noi siamo a scuola anche quando non ci siamo perché la nostra vita è scandita da compiti e studio per le interrogazioni e le verifiche .

I  bulli
Purtroppo, nella scuola, ci sono anche dei ragazzi che fanno “i bulli“: Per esempio all’entrata o all’uscita della scuola, ti travolgono come se tu non ci fossi (questo, naturalmente, lo fanno solo i ragazzi più grandi). Oppure può capitare che ti minaccino di aspettarti fuori dalla scuola per picchiarti, semplicemente perché stai loro antipatico o perché non sei alla moda o anche senza nessun particolare motivo.

Abbiamo ragionato sulle motivazioni che spingono alcuni ragazzi a fare i bulli. Probabilmente sono ragazzi che non sono stati molto seguiti dai loro genitori  e non hanno con loro un dialogo aperto . La mancanza di conversazione non è sempre dovuta ai genitori , ma spesso sono proprio i ragazzi che si chiudono in se stessi  e rifiutano qualunque tipo di aiuto . Il risultato è che si sentono emarginati dalla famiglia e cercano l’attenzione dei loro coetanei.

Il problema del bullismo è difficile da risolvere . Come suggeriva in un articolo di giornale il direttore del CSA di Bologna, Martinelli , sarebbe utile l’intervento di uno psicologo. Questo esperto potrebbe organizzare degli incontri con le classi delle scuole medie sia inferiori che superiori per discutere sulle relazioni dei ragazzi con genitori e coetanei.

Importante è anche l’esempio sia dei compagni che degli adulti : se noi tutti avessimo rispetto l’uno dell’altro cioè non ci sentissimo superiori e non prendessimo in giro i compagni forse riusciremmo ad evitare il bullismo .

E’ importante rimanere se stessi e fare di testa propria ( “rimanere sui binari”) in tutte le situazioni sia in famiglia che a scuola per non lasciarsi condizionare da comportamenti scorretti.

Due soluzioni che sono , però , solo temporanee sono: la difesa personale e la sospensione. Si tratta di uno “ sfogo” che ci rende, in un primo momento, soddisfatti del nostro operato, ma, alla fine, tutto rimane come prima o peggiora.

La moda

Sarebbe più corretto parlare di modo di vestire. Pantaloni a vita bassa, elastico delle mutande visibile, scarpe slacciate e cinture larghe entrambe firmate , occhiali da sole di una forma e di una marca particolare, profumi che possono attirare l’attenzione dell’altro sesso: questo è l’abbigliamento dei ragazzi che seguono maggiormente la moda.  Tutti questi abiti spesso sono stati importati direttamente dall’America.

Oltre ai vestiti, però, fanno moda anche gli atteggiamenti, per esempio il modo di comunicare. Noi comunichiamo molto attraverso gli SMS perché con i messaggi si possono esprimere emozioni, sensazioni e sentimenti che non avresti mai il coraggio di dire a voce: per esempio, chiedere ad un ragazzo\a se vuole stare insieme a te.

Gli “esclusi”

Anche all’interno della nostra classe non tutti si trovano a proprio agio perché fanno fatica ad inserirsi nel gruppo, un po’ per il loro carattere chiuso e riservato ed un po’ perché anche gli altri non accolgono tutti con lo stesso calore. In palestra succede spesso che alcuni si sentano esclusi perché, nella formazione delle squadre vengono scelti per ultimi e, nel gioco, quando sbagliano, sono rimproverati o addirittura presi in giro dai compagni di squadra.

Gli insegnanti

Il rapporto

Con le maestre della scuola elementare avevamo un rapporto confidenziale e quasi amichevole: Questo era sottolineato dal fatto che ci si dava del “tu” e si usavano dei soprannomi. Per esempio, ad una maestra che si chiama Nicoletta veniva abbreviato il nome in “ Nico”. Cosa che non ci si può permettere con tutti i prof. Il rapporto con i professori è più distaccato, forse perché hanno un atteggiamento autoritario. La relazione con loro non è paritaria: alcuni professori non ci trattano con lo stesso rispetto che noi abbiamo per loro. Per esempio ci danno dei soprannomi, qualche volta anche offensivi che risultano essere delle prese in giro: loro ce li possono dare, ma noi no, anche se, fuori dalla scuola, quando loro non ci sentono, ne diciamo “di cotte e di crude”.

Il metodo

Il metodo d’insegnamento delle maestre era più semplice, con un linguaggio più facile da comprendere, perché eravamo più piccoli. Inoltre si facevano molti esempi pratici  ed anche dei giochi per capire meglio gli argomenti. In questi momenti la scuola era molto divertente e il tempo scorreva velocemente. In altri era più noioso stare a scuola anche perché avevamo le stesse insegnanti per tante ore consecutive.

Alle medie il tempo in cui stiamo a scuola è più ristretto: gli insegnanti si susseguono l’uno all’altro e, a volte, non si riescono nemmeno a finire gli argomenti che bisogna, poi, studiare a casa. Le ore sono troppo scandite e, a volte, non si riescono a sviluppare gli argomenti fino in fondo. Pensiamo che il nostro tempo-scuola dovrebbe essere meno frammentario perchè è comunque meglio ascoltare la spiegazione di un insegnante che leggere il libro da soli.

Alle medie le spiegazioni sono più complesse ed approfondite, rispetto a quelle delle elementari, ma i professori coinvolgono nell’argomento, chiedendoci le nostre opinioni.

A differenza delle elementari si fanno meno esempi pratici e più teoria. E’ importante il linguaggio specifico per ogni disciplina e alcuni professori sono molto pignoli in questo. Se commetti anche la minima imperfezione, dovuta spesso alla paura di sbagliare, vieni rimproverato aspramente.

Gli insegnanti della scuola elementare erano più disponibili a dare ulteriori spiegazioni se qualcuno non aveva capito un argomento. Alle medie, avendo meno tempo a disposizione, gli insegnanti tendono ad essere più sbrigativi e può capitare che non chiariscano dei passaggi che non sono stati ben compresi dagli studenti.

Il nostro “insegnante ideale”

Dovrebbe comprendere i nostri problemi e darci dei consigli sul metodo di studio anche con esempi pratici (sottolineatura, schemi concettuali….). Non sempre il metodo generale è sufficiente per preparare bene tutti gli alunni perché ciascuno ha il proprio modo di studiare e le proprie potenzialità. Il ruolo dell’insegnante dovrebbe essere quello di aiutare gli alunni ad esporre gli argomenti in modo comprensibile. Le lezioni dovrebbero essere ravvivate con filmati, fotografie, gite scolastiche e laboratori per alleggerire certi argomenti e ricordarli meglio. In questo modo studiare diventerebbe interessante e ci sarebbe meno confusione in classe. Se, nonostante questo, ci fossero alcuni ragazzi che continuano a disturbare, allora bisognerebbe che l’insegnante adottasse delle punizioni anche molto severe. Una punizione corretta potrebbe essere quella di costringere il ragazzo a rimanere a scuola anche dopo l’orario scolastico, perché l’attuale sospensione da scuola, a volte, risulta essere “ una vacanza” per lo studente.

E’ giusto che un professore corregga i compiti anche quelli fatti a casa per valutare l’impegno dei singoli alunni  e per evidenziare chi i compiti non li svolge mai. Attraverso la correzione si possono capire i propri errori e cercare di evitarli in futuro (“sbagliando s’impara”). La valutazione dovrebbe tener conto sia dell’impegno dimostrato durante l’anno scolastico sia dei miglioramenti effettuati dai singoli alunni.

I compiti

Elementari

Alle elementari i compiti erano più semplici e si concentravano soprattutto nel fine settimana  perché la maggior parte di noi faceva la scuola a tempo pieno. Però poteva capitare che avessimo dei compiti da fare anche un giorno per l’altro: Questo risultava molto impegnativo perché finivamo la scuola alle 16,30 ed alcuni svolgevano altre attività, così, spesso, ci si riduceva a fare i compiti di sera.

Medie

I compiti sono adeguati, ma non sempre ben distribuiti nel corso della settimana, in alcuni casi, addirittura, sono in minor numero rispetto a quelli delle elementari.

In generale pensiamo che i compiti siano utili perché ci danno la possibilità di approfondire le materie scolastiche. È importante conoscere più materie possibili, così avremo più opportunità per il nostro futuro. Più avanti, nel corso degli studi, si potrebbero aprire nuovi orizzonti e realizzare i nostri sogni.

I compiti delle vacanze

Ogni professore ci assegna, per le vacanze, i compiti relativi alla propria materia che, messi tutti insieme, diventano eccessivi. Loro (i prof.) dicono che i compiti servono per mantenere l’esercizio e per non dimenticare gli argomenti svolti. Ma, se in tre mesi dimentichiamo tutto quello che abbiamo fatto in un anno, proviamo a pensare che cosa succederà nell’arco della vita?

Secondo noi ognuno deve essere responsabile della propria preparazione e i professori dovrebbero darci dei consigli personalizzati sugli esercizi da svolgere per ricordare gli argomenti studiati durante l’anno.

A quel punto spetta alla coscienza di ognuno decidere cosa fare per tornare a scuola preparati e riuscire a seguire le lezioni.

Azioni sul documento
Pubblicato il 22/01/2013 — ultima modifica 22/01/2013
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it