venerdì 27.04.2018
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Una scheda semplice

E' la scelta che si potrebbe fare per la scheda personale di valutazione

Nessuna tragedia se il Ministero dell’Istruzione propone alle scuole di stampare “in proprio” la scheda personale, o di valutazione o, come si diceva un tempo “la pagella”.

Nella scuola che dirigo, la Scuola Media / Scuola Secondaria di 1° grado “G.Pascoli” di Gatteo, abbiamo deciso che la scelta di fondo fosse quella di “uno strumento agile, semplificato e capace di esprimere in maneira immediata l’interpretazione che il consiglio di classe e i singoli docenti fanno sui progressi negli apprendimenti, sulle competenze, sull’impegno e sulle padronanze disciplinari dei nostri allievi”.

Nella nostra scheda personale c’è la doppia definizione delle discipline. Questo permette l’utilizzo da parte di tutte le classi della suddetta scheda: sia per coloro che sono già nell’ambito delle Riforma (le prime) sia per le seconde e le terze. La riforma ha introdotto le cosiddette attività (convivenza civile e informatica) che dovranno essere valutate da tutto il consiglio di classe che – nel programmarle – le avrà suddivise fra varie discipline. Chi non ha svolto attività nel primo quadrimestre o non ha gli elementi sufficienti per una valutazione, effettuerà su tali argomenti più ore nel secondo quadrimestre e porrà il giudizio sintetico solo nel riquadro finale.

Nella scheda è stata inserita anche l’insegnamento della religione cattolica che verrà compilata solo per coloro che hanno scelto di avvalersene.

Per quanto riguarda il comportamento, che dovrà essere valutato collegialmente da parte di tutti i docenti del consiglio di classe, viene considerato “il grado di interesse e le modalità di partecipazione alla comunità educativa della classe e della scuola, l’impegno, la capacità di relazione con gli altri…” e altri elementi che il consiglio ritenga opportuno evidenziare.

Il nome dei singoli ragazzi è stato fatto a mano, in “bella calligrafia”. Crediamo sia importante per i nostri ragazzi vedere con quanta cura noi ci dedichiamo ad uno strumento che poi loro conserveranno per tutta la vita. Gli insegnanti che hanno avuto il compito di scrivere il giudizio sintetico nei riquadri delle discipline e delle attività, sono stati invitati a mantenere lo stile della bella calligrafia. E’, per l’appunto, una questione di stile.

Nel frontespizio della scheda, a fondo pagina, una frase di Svetonio, che ci ricorda la maniera con cui dovremmo affrontare ogni giorno di scuola: “festina lente”, cioè,”affrettati con lentezza”

P.S. E’ interessante, facendo una ricerca negli archivi storici delle scuole, constatare che spesso alcune proposte erano già praticate nella scuola anni prima. Ad esempio, i giudizi sintetici “insufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo” esisteva già in epoca fascista. Oppure scoprire che dopo l’8 settembre del 43 la Pagella Scolastica della Scuola Media Governativa aveva non voti, ma un “giudizio complessivo”.

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Pubblicato il 25/01/2013 — ultima modifica 25/01/2013
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