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Stereotipo di genere, relazioni educative e infanzie

Ricerca-azione sulle mutazioni della genitorialità e sui temi delle rappresentazioni di genere. Nelle scuole dell'infanzia della regione nell'anno scolastico in corso

Le trasformazioni sociali che hanno attraversato gli ultimi decenni del nostro Paese hanno contribuito a modificare stili di vita e modalità con cui si esprimono oggi le competenze genitoriali. In particolare, sono in parte mutate le rappresentazioni attorno al ruolo materno e paterno. Restano, tuttavia, aperti interrogativi relativi a quali siano, ancora oggi, le immagini stereotipate che incidono nella definizione ed espressione dei ruoli maschili e femminili, anche, ma non solo, nell’esercizio della genitorialità.

Sulle basi di queste riflessioni si è sviluppato un Progetto di rilevanza regionale: “Stereotipi di genere, relazioni educative e infanzie” che rappresenta un contributo significativo nel percorso già avviato dalla Regione Emilia-Romagna alla lettura di questi nuovi scenari, e si pone in particolare l'obiettivo di sviluppare un percorso di confronto e analisi all'interno dei servizi per l’infanzia e dei centri per le famiglie della Regione Emilia-Romagna sui temi delle rappresentazioni di genere, particolarmente per quel che riguarda il ruolo delle madri e dei padri nell'esercizio della cura educativa e dei servizi socio-educativi del territorio regionale nello svolgimento delle loro funzioni.

La promozione dell’evoluzione di una cultura delle differenze tra generi e di un autentico dialogo tra le differenze non può che passare attraverso l’educazione nella prima infanzia e, dunque, necessariamente, attraverso processi di consapevolezza critica circa la forma e i contenuti che oggi assumono, nel vivere quotidiano, le rappresentazioni e le idee sulle differenze di genere e di come esse incidano nelle relazioni tra i partner e di questi con i figli, nonché come queste vengono agìte da parte di coloro che svolgono funzioni educative.

Il progetto si propone quindi di rilevare idee e rappresentazioni sui generi e sui rapporti tra i generi in adulti educativamente (e affettivamente) significativi per i bambini e le bambine in età 0-6 anni: madri, padri, nonni, nonne, educatrici/ori di nido e nei centri per bambini e genitori, insegnanti di scuola dell’infanzia, operatori di centri per le famiglie.

LE FASI DELLA RICERCA

Fase documentativa:
analisi della letteratura scientifica, nazionale e internazionale, e ricognizione di dati e ricerche riguardanti le tematiche in oggetto


Ricerca quantitativa sul territorio
somministrazione di un questionario rivolto a un campione significativo di operatori e di genitori; data entry; elaborazione statistica dei dati

Fase della ricerca-azione
realizzazione di focus group rivolti a operatori, genitori, nonni, quale approfondimento di alcune delle tematiche più rilevanti emerse dai questionari. A partire dai risultati ottenuti con la somministrazione del questionario saranno proposti stimoli che orientino la riflessione di gruppo verso la consapevolezza degli stereotipi e dei pregiudizi relativi ai generi e di come questi influenzino le relazioni educative poste in essere da genitori, nonni, operatori, nonché la costruzione dell’identità di genere dei soggetti in età evolutiva. Centralità sarà data alla partecipazione dei soggetti, al confronto tra loro e alla rivisitazione di prassi e stili educativi consolidati

Stesura di un rapporto di ricerca
disseminazione dei risultati attraverso pubblicazioni on line e la realizzazione di un Seminario Regionale finale rivolto a tutti i soggetti coinvolti nella ricerca e agli stakeholders.

La realizzazione del progetto prevede la collaborazione degli Assessorati “Sviluppo delle Risorse Umane e Organizzazione, Cooperazione allo Sviluppo, Progetto Giovani, Pari Opportunità” e “Promozione delle politiche sociali e di integrazione per l'immigrazione, volontariato, associazionismo e terzo settore” con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” - Centro di Studi sul genere e l'educazione (CSGE) dell’ Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

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Pubblicato il 08/01/2013 — ultima modifica 08/01/2013
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