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Il confine che non c'è. Bolognesi - Modenesi uniti nella terra di mezzo

Tema del secondo ciclo di conferenze, in programma sino a dicembre, il rapporto tra Bizantini e Longobardi

Si intitola “Bizantini e Longobardi, culture e territori in una secolare tradizione” la seconda edizione del ciclo culturale triennale “Il confine che non c’è. Bolognesi e modenesi uniti nella terra di mezzo”, promosso dall’Archivio di Stato di Modena, dal Comune di Persiceto e dal Consorzio dei Partecipanti del Comune di Persiceto, su progetto e coordinamento di Patrizia Cremonini, e realizzata in collaborazione con i comuni di Nonantola, Spilamberto, Sant’Agata Bolognese e con le Partecipanze agrarie di Nonantola e Sant’Agata, che si terrà nelle province di Modena e Bologna sino a dicembre..

Se l’edizione dello scorso anno era dedicata all’Inquisizione, il nuovo ciclo, che si articolerà attraverso mostre e conferenze di approfondimento, analizzerà il rapporto tra Bizantini e Longobardi, le due etnie culturali che si sono fronteggiate per circa un secolo lungo la fascia territoriale percorsa dall’antico corso del Panaro (Scoltenna), prossimo all'odierno confine di pianura tra Modena e Bologna segnato dal corso Muzza.

Quest'anno l’Associazione di Italia Nostra ha previsto di collegare l’iniziativa a “Le pietre e i cittadini”, un suo progetto nazionale cui ha aderito il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che coniuga tre fondamentali aspetti: storia del territorio, valorizzazione del patrimonio archivistico e promozione di una diffusa cultura per la tutela e la conservazione dei beni culturali e ambientali. Italia Nostra ha scelto quattro conferenze da proporre come aggiornamento agli insegnati ed inoltre organizzerà escursioni nei "territori longobardi" e nei "territori bizantini".

Il calendario delle iniziative di questa seconda edizione prevede una serie di conferenze che si svolgeranno a San Giovanni in Persiceto, Modena, Sant'Agata Bolognese, Nonantola e Spilamberto, volte a conoscere i Bizantini e i Longobardi, analizzare i tesori documentari in mostra, svelare le longeve tradizioni germaniche e la percezione del confine, cogliere le identità e le differenze tra l'Esarcato e le aree di dominio longobardo, scoprire il confine tra Modena e Bologna dai Franchi all'Unità d'Italia. Ampio spazio sarà dato anche all'illustrazione dei progetti archeo-antropologici sul territorio.

Alle conferenze si accompagneranno anche tre mostre documentarie.
La prima, “Segni sulle terre. Confini di pianura tra Modena e Bologna”, che si svolge dal 21 febbraio al 18 aprile 2015 presso l'ex chiesa di Sant'Apollinare a San Giovanni in Persiceto per poi spostarsi a Modena, dal 30 aprile al 18 dicembre presso l'Archivio di Stato di Modena, è tesa ad illustrare i confini dei nostri territori di pianura, fra Bolognese e Modenese, attraverso pannelli storici esplicativi, importanti materiali cartografici relativi ai secoli XV-XIX, selezionati dal Mappario Estense dell'Archivio di Stato di Modena, e documenti rari e preziosi (come il “Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis” - 830 o 846-  di Andrea Agnello, sacerdote di Ravenna della metà del secolo IX). Collegata a questa mostra, con particolare attenzione al patrimonio cartografico conservato all’Archivio di Stato di Modena, sono le prime quattro conferenze in programma a Modena.

La seconda, “Dal Baltico all'Emilia. Il DNA dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto rivela tracce di antiche migrazioni germaniche”, sarà aperta dal 21 febbraio al 18 aprile, da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 19 e sabato dalle 8.30 alle 13, presso l'androne della Sala del Consiglio Comunale di San Giovanni in Persiceto. Realizzata con testi di Davide Pettener e Alessio Boattini dell’Università di Bologna, la mostra illustra attraverso una serie di pannelli le ricerche condotte negli ultimi quattro anni dall’Università di Bologna sul DNA dei partecipanti di Persiceto unitamente alle indagini genealogiche curate dal Consorzio dei Partecipanti in collaborazione con l’Università. Da studi ed analisi sono emerse tracce di DNA di probabile origine scandinava, giunto nei nostri territori con le migrazioni germaniche. I dettagli di questa interessante scoperta saranno svelati dal professor Alessio Boattini durante l’incontro in programma sabato mattina, prima dell’inaugurazione della mostra.

Infine, presso la Partecipanza agraria di San Giovanni in Persiceto, dal 7 novembre al 18 dicembre, sarà possibile visitare la mostra su “Il ponte del Losco: frammenti di storia sul confine”.

Nell’ambito di Bizantini e longobardi, culture e territori in una secolare tradizione si susseguiranno poi tante altre conferenze che si terranno, a Persiceto anche a Modena, Nonantola, Sant’Agata Bolognese e Spilamberto.

Tutte le iniziative sono ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Per informazioni e prenotazioni

Archivio di Stato di Modena, 059- 230549; as-mo@beniculturali.it.

Si rimanda al sito dell’Archivio per il programma dettagliato delle conferenze e delle altre iniziative. http://www.asmo.beniculturali.it/

Il programma del ciclo di conferenze

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Pubblicato il 02/03/2015 — ultima modifica 02/03/2015
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