lunedì 23.04.2018
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Reggio Emilia: intesa per combattere la dispersione scolastica

Firmato un accordo interistituzionale per contrastare l'abbandono scolastico e favorire il successo formativo di ogni studente

Disagio, insuccesso, abbandono: sono queste le 3 parole chiave che costellano il percorso scolastico di chi è a rischio di dispersione, in particolare nel passaggio dalle scuole medie alle superiori.

Contrastare i fenomeni di dispersione scolastica e favorire il successo formativo sono gli obiettivi messi in campo per la scuola reggiana, grazie a un accordo interistituzionale siglato tra la Provincia di Reggio Emilia, l'Ufficio scolastico provinciale, i Comuni del territorio, le Direzioni delle scuole secondarie di I e II grado e gli enti di formazione reggiani.

L'impegno e la sinergia tra le istituzioni permetterà di individuare pratiche e modalità per intercettare gli studenti a rischio e per favorire il successo formativo di ogni studente.

Le scuole e gli organismi di formazione si impegnano a comunicare alla Provincia i cosiddetti "banchi vuoti", gli studenti iscritti ma non frequentanti. Un gruppo di lavoro interistituzionale progetterà interventi di tipo individuale, con l’obiettivo di creare un percorso che porti al conseguimento della qualifica o del diploma.

“Il lavoro che ci apprestiamo a svolgere – ha spiegato l’Assessore provinciale alla scuola Ilenia Malavasi – riguarda l’ampliamento delle opportunità formative, in modo da portare i ragazzi almeno al raggiungimento di una qualifica professionale. Dobbiamo però arrivare anche a una riflessione sui dati che abbiamo a disposizione che non sono esaltanti, e questo anche alla luce degli obiettivi che ci vengono richiesti dall’Europa. Siamo convinti che occorra investire su conoscenza e capitale umano, unico vero motore di una ripresa duratura, e per questo vogliamo dare a tutti pari opportunità per essere competitivi, poi ovviamente dipenderà dalle singole capacità. La dispersione scolastica ha costi altissimi, ogni volta che un ragazzo abbandona il nostro sistema perde un pezzo del proprio investimento”.

Secondo Silvia Menabue, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, ci confrontiamo con dati preoccupanti: “Il bilancio è negativo, soprattutto per le fasce più giovani, il rischio che corriamo è quello di ritrovarci con una generazione non in grado di inserirsi nel mondo del lavoro.  Il problema non può però essere risolto da un soggetto singolo, occorre lavorare in modo sinergico, insieme, aprendo anche una riflessione con il mondo del lavoro. In molti casi, infatti, è proprio con questo mondo che dobbiamo aprire un confronto per riportare i ragazzi nell’ambito di un percorso scolastico più consono alle loro possibilità”.

I numeri

Nell’anno scolastico 2012/13 la percentuale di alunni respinti è stata del 2,7%. Rimane evidente lo scarto tra i risultati scolastici degli studenti maschi e delle femmine; per gli alunni stranieri le cifre crescono rispettivamente al 4.6% e all'8.1%.

Mentre migliora la percentuale dei respinti, nella scuola secondaria di II grado aumentano gli alunni sospesi e ritirati. Il biennio si conferma lo snodo critico del percorso scolastico.

L'area di studi in cui si registra il maggiore insuccesso scolastico è quella professionale, sebbene negli ultimi 5 anni, rispetto all'area liceale e tecnica, sia quella che ha registrato una tendenza al miglioramento dei risultati scolastici.

Oltre agli alunni non ammessi alla classe successiva, c’è una quota di ragazzi che si ritirano nel corso dell’anno scolastico: sono i ragazzi che si trasferiscono all’estero o in scuole private non paritarie o ragazzi che escono dal sistema di istruzione per passare alla formazione professionale o all’apprendistato. La percentuale di ritiri negli ultimi cinque anni oscilla tra l’1,2% e il 2,7%.

 

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Pubblicato il 26/02/2014 — ultima modifica 26/02/2014
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