La lezione di pace degli studenti dell'Emilia-Romagna: mille "Gru" in volo verso il Giappone

Nella Casa della Memoria del Comune sull'appennino bolognese teatro della terribile strage nazifascista dell'autunno 1944, la consegna al primo cittadino della città colpita dalla bomba atomica nel secondo conflitto mondiale degli origami realizzati dagli alunni delle scuole primarie delle province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ravenna

Mille origami a forma di gru realizzati dai bambini emiliano-romagnoli prenderanno il volo verso il Giappone per portare un messaggio di pace e solidarietà.

È il progetto ‘Gru della pace’ promosso dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la rete di 38 Centri di educazione alla sostenibilità ambientale (Ceas) che ha coinvolto 65 classi delle scuole primarie delle province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ravenna.

Oltre mille alunni, dall’inizio di marzo, sono stati impegnati in veri e propri laboratori artistici dove hanno imparato l’antica arte di piegare la carta per dare vita a nuovi oggetti.

La consegna degli origami a forma di gru realizzati dai bambini di Marzabotto (Bo), luogo dove si consumò la terribile strage compiuta dai nazifascisti nell’autunno del 1944, con l’uccisione di 770 persone,  è avvenuta oggi alla Casa della Memoria nel corso di un incontro tra il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e il sindaco di Nagasaki, Tomihisa Taue, con una rappresentanza del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi della città, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, e del sindaco di Marzabotto, Romano Franchi.

“Continuiamo a coltivare semi di pace in tutto il mondo- sottolinea Taue-. Oggi abbiamo costruito una rete forte tra Emilia-Romagna e Nagasaki ed è così che dobbiamo fare con tutti gli altri Paesi nel mondo”.

“Un simbolo di pace, solidarietà e fratellanza tra i popoli- afferma Bonaccini- costruisce oggi un ponte ideale tra Emilia-Romagna eGiappone. Grazie a questo progetto che abbiamo voluto sostenere, ribadiamo ancora una volta quelli che sono concetti chiave del nostro essere comunità: andare oltre i confini, i muri, le lingue parlate. Marzabotto, tragico simbolo della furia nazifascista, e Nagasaki, che insieme a Hiroshima furono teatro dell’apocalittica devastazione dovuta all’uso della bomba atomica, folle prodotto dell’uomo, sono oggi unite nel ricordo di ciò che è stato e non deve essere mai più. Queste mille gru di buon augurio realizzate dai ragazzi dell’Emilia-Romagna sono un messaggio di speranza e insieme un monito verso noi adulti, chi vive le Istituzioni e guida le nazioni affinché si sia custodi di pace e solidarietà, ruolo che i territori e i governi locali vogliono continuare a giocare in prima persona. E il prossimo anno- conclude il presidente della Regione-, proprio per mantenere forte questo legame tra Emilia-Romagna e Giappone, saremo a Nagasaki a testimoniare il nostro impegno costante per la pace”.

"L'impegno per la pace dell'Emilia-Romagna, è scritto a chiare lettere già nello Statuto della Regione che lo pone tra i fini più alti a cui è tesa la sua intera attività- ribadisce Gazzolo-. Lavorare per la pace significa anche lavorare per la sostenibilità ambientale: per questo abbiamo inserito il progetto "Gru della pace" nel Programma regionale di informazione ed educazione alla sostenibilità, ponendo al centro le nuove generazioni perché è da loro che bisogna partire per costruire un futuro migliore".

Prima di Marzabotto la delegazione giapponese guidata da Taue, è stata nel piacentino per due giorni di scambi con il mondo del volontariato, con i rappresentanti delle istituzioni locali e con i cittadini.

 

La storia di Sadako

Il progetto portato in Emilia-Romagna dal fotografo piacentino Massimo Bersani e inserito poi dalla Regione nel proprio Piano di informazione ed educazione alla sostenibilità, trae spunto dallastoria di Sadako Sasaki, una bambina morta nel 1955 a dodici anni a causa degli effetti delle radiazioni della bomba sganciata su Hiroshima. In Giappone si dice che chiunque ripieghi mille gru di carta vedrà il proprio desiderio realizzato (una leggenda giapponese narra che le gru vivono mille anni). Sadako, conoscendo la gravità della sua malattia, nelle lunghe giornate trascorse in ospedale si dedicava appunto a costruire origami a forma di gru con le scatole di medicine. Purtroppo il suo desiderio non si realizzò, ma da quel giorno migliaia e migliaia di gru di carta prendono forma in tutto il mondo grazie all’iniziativa di Ayako Aikawa, una maestra elementare di Nagasaki che, venuta a conoscenza della triste vicenda di Sadako, ha deciso di farla conoscere al mondo come monito perenne contro tutte le guerre.

Azioni

Azioni sul documento

pubblicato il 2018/05/02 12:50:00 GMT+2 ultima modifica 2018-09-11T12:49:03+02:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina