Passi leggeri sulla terra, altro che gioventù bruciata!

di Gianfranco Zavalloni

La domanda finale che mi ha fatto una giornalista del Resto del Carlino in una recente intervista è stata questa: “Da 30 anni lei è a contatto con il mondo dei giovanissimi. Nel corso degli anni sono cambiate le loro speranze?” Immediatamente ho ripensato alla mia infanzia, ai miei sogni, al mio desiderio di vivere una vita intensa preoccupandomi di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l‘ho trovato (ultimo messaggio di BP, fondatore dello scoutismo).

E ho pensato ad alcuni giovani (dai 20 ai 30 anni) che ho conosciuto in questi anni e con cui è nata una profonda stima e collaborazione. Ciò che più mi ha colpito di loro è la caparbietà, la predeterminazione nel “non stare” alle regole del gioco che impone questa società, votata al facile guadagno, alle comodità, al successo. Il loro modo di vivere è ben riassunto nelle parole usate per titolare il sito internet che da poco hanno aperto: passi leggeri sulla terra (http://www.passileggerisullaterra.it).

Nessuno di loro può definirsi professionisti affermato e con la carriera sicura, ma di certo, una volta giunti al traguardo degli studi, hanno scelto la loro via, cercando di unire passione, professione e scelte etiche. Sintetizzo, per parole chiave, il loro impegno: materiali naturali (terra,  paglia, legno, fibre naturali spontanee), ecologia… o meglio ecologie, tecnologie appropriate, interazione fra passato e futuro, inter-disciplinarità, esperienza diretta (mani, mente, corpo…), bioregionalismo e intercultura, conoscenza del luogo di vita e coinvolgimento del contesto, progettazione partecipata, arte e bellezza.

Volti di giovani d’oggi

Credo sia giusto che li presenti – anche se brevemente - uno ad uno, con poche pennellate indicative. Ne nasce un quadro di grande speranza, che mi va pensare anche a come e cosa suggerire ai giovani per uscire da questo fosco quadro della “crisi globale” che - tanto attesa - finalmente è arrivata.

  • Alberto Rabitti: una laurea in ingegneria edile, ha le mani intrise di terre: terre di tante sfumature e colori, raccolte in giro per l’Italia. E’ davvero incredibile vederlo unire i grani di terra ai materiali naturali che riesce sempre a trovare, recuperare o riciclare. Ultimamente costruisce capanne in salice vivo nei cortili delle scuole.
  • Andrea Magnolini: pedagogista, educatore di bambini attraverso l’orto, costruttore di forni in terra cruda, usa le mani in maniera abile, unendo artigianato e arte. Anche lui con la passione dell’intreccio e del salice vivo.
  • Elena Campacci: dopo essersi laureata in design, ascolta i consigli del nonno, va a vivere in campagna e si dedica all’arte della cesteria, dell’intreccio (anche con ferri e uncinetto) e alla decorazione.
  • Romina Gabanini: si laurea in pedagogia, fa esperienze concrete nell’ambito delle cosiddette “pedagogie e didattiche attive”. Oggi oltre ad essere insegnante, propone ai “bambini con difficoltà” una via d’uscita, legata al loro protagonismo diretto e al fare con le mani.
  • Silvia Magnani: laureata in scienze ambientali, brava informatica, coordina un Gruppo di Acquisto Solidale in Romagna. La potete più facilmente trovare in mezzo ai campi, fra le insalate, i carciofi e i pomodorini di un orto naturale.
  • Manuela Mapelli: dopo gli studi d’arte fa un corso professionale per diventare esperta nel teatro d’animazione, con burattini e marionette e nell’arte del raccontare. Insegna a costruire burattini e marionette, che anima in maniera deliziosa. Anche lei, comunque, la trovate spesso in mezzo ai campi.
  • Giampaolo Passalacqua: è psicologo ed insegna nella scuola superiore. Insieme a Romina interviene con i bambini e i ragazzi attraverso tecniche attive di “abilità manuali”.
  • Milena Viani: si laurea nel 2005 a Catania, in scienze della formazione, con una tesi sul rapporto fra scuola e creatività. Poi si butta e mette in piedi la Piccola casa della creatività. Oggi sta progettando una “aula di ecologia all’aperto” in Sicilia.

Ho sempre creduto nei giovani e ho sempre pensato che su riviste e libri non si debba solo pensare a grandi figure, a pedagogisti di fama e professoroni. Diamo spazio ai giovani: coinvolgiamoli.

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pubblicato il 2013/01/21 17:01:25 GMT+1 ultima modifica 2013-01-21T18:01:00+01:00

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