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(29/03/2011) - Linee di programmazione e di indirizzo per il sistema formativo 2011/2013

Bologna – L’Assemblea legislativa ha approvato le linee di programmazione e di indirizzo per il sistema formativo e per il lavoro 2011/2013. Gli indirizzi disegnano il quadro complessivo e le direttrici sulle quali saranno sviluppate le politiche dell’istruzione, della formazione e del lavoro per il prossimo triennio.

Per la Regione Emilia-Romagna le politiche occupazionali, di sviluppo economico e di competitività del sistema devono essere conciliate con le esigenze di integrazione e inclusione, coniugando la competitività con elevati standard di qualità, di sicurezza e di protezione sociale. Nell’attuale congiuntura economica la Regione mira a conciliare le azioni per fronteggiare la crisi salvaguardando l’occupazione con interventi che, sostenendo lo sviluppo e l’innovazione delle imprese, contribuiscono a creare nuovi e migliori posti di lavoro.

“Nella definizione delle linee di programmazione la Regione ha inteso richiamarsi alla strategia Europa 2020, con la consapevolezza che occorre investire sul sapere, sul talento e sulla creatività quale condizione per uscire dalla crisi e creare nuovi prodotti e servizi tali da stimolare la crescita, creare posti di lavoro di qualità e contribuire ad affrontare le sfide proprie della società europea e mondiale - ha spiegato l’assessore regionale alla Scuola, Formazione e Lavoro Patrizio Bianchi - Gli alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale che la strategia intende raggiungere necessitano di un’azione collettiva ed evidenziano la necessità di investire prioritariamente sulle competenze delle persone”.

Le strategie di intervento riguardano l’istruzione e la formazione tecnica e professionale, le competenze per il lavoro, l’alta formazione e la ricerca, la qualità del lavoro.

La Regione sostiene e sviluppa il complesso sistema di istruzione e la formazione tecnica e professionale che comprende i diversi livelli dell’offerta ed in particolare una Istruzione e Formazione Professionale unitaria e coordinata, che porti in un triennio all’acquisizione delle qualifiche professionali regionali, e una Formazione Tecnica Superiore fondata sulla rete regionale degli Istituti Tecnici Superiori capace di favorire i processi di trasferimento e sintesi delle competenze professionali e tecnico scientifiche.

L'Emilia-Romagna investe in una formazione professionale per il lavoro capace di rispondere alla domanda di competenze necessarie per entrare in una nuova economia, e programmata a partire dai bisogni espressi dai singoli lavoratori, dalle singole imprese, dai sistemi d’impresa, così da configurarsi come politiche di sviluppo economico sostenibile in grado di valorizzare il contributo che ciascun lavoratore può apportare a questo processo.

La Regione, inoltre, rafforza l'impegno nell’alta formazione e nella ricerca orientando le attività verso ambiti prioritari di interesse per il sistema economico, caratterizzati da elevato contenuto innovativo e tecnologico e dall’operare in rete di soggetti ed istituzioni pubbliche e private. Gli interventi saranno indirizzati verso temi chiave per l’innovazione tecnologica ed organizzativa del tessuto economico regionale e locale. Diverse le opportunità per le persone, che comprendono le borse di ricerca e gli incentivi per lo sviluppo di progetti di trasferimento tecnologico e di creazione di nuove imprese, i dottorati di ricerca anche in alto apprendistato, i percorsi di alta formazione.

Forte e prioritaria rimane l’attenzione della Regione alle azioni volte a promuovere ed accrescere la qualità delle condizioni e delle prestazioni di lavoro, limitando i rischi di precarietà e de-professionalizzazione, e sviluppando politiche attive per rafforzare la qualificazione del lavoro, nonché un sistema di servizi per il lavoro che favoriscano l’occupabilità delle persone e la domanda di personale qualificato da parte delle imprese.

Nella traduzione delle politiche in azioni è impegnata a improntare tutti gli interventi alle logiche di pari opportunità, inclusione lavorativa, interculturalità e internazionalizzazione.

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Pubblicato il 29/03/2011 — ultima modifica 18/12/2012
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