Dal metodo del "copia e incolla" agli esercizi di semplificazione

Le enciclopedie multimediali ed internet rischiano di portare i ragazzi ad abusarne

colori2.jpgLe mitiche enciclopedie

Negli anni '60 e '70 accadeva con le enciclopedie. Chi le possedeva in casa aveva l'opportunità di fare subito la ricerca. Chi non la possedeva, aveva però la fortuna di scoprire l'interessante mondo delle biblioteche. Iniziavano così le famigerate ricerche. Si andava all'indice dell'enciclopedia oppure si sfogliava il volume seguendo il susseguirsi degli argomenti, fino a giungere a quello che più si avvicinava al desiderato. In alcune enciclopedie si aveva anche la fortuna di avere buone immagini di accompagnamento; in genere foto o bei disegni esplicativi.
C'era quindi, a questo punto la raccolta-dati: si leggeva il testo scelto, se ne cercavano altri di correlati attraverso il metodo delle parole chiavi, che erano sempre ben segnalate.
Infine l'elaborazione di un testo. In genere era un prodotto frutto di tanti elementi raccolti e rielaborati in maniera originale. Quindi un nuovo testo. In genere i bravi professori insistevano proprio su questo fatto: "rielaborate con parole vostre!".
Si capiva subito se qualcuno aveva trascritto di sana pianta, senza farne una elaborazione propria. Ingenuamente un mio compagno delle medie, in una di queste ricerche, trascrisse molto bene alcuni brani compresa la frase "…e come si vede nella foto qui a fianco". Il fatto è che la foto era rimasta stampata solo nella pagina dell'enciclopedia.

Le fotocopie e gli anni '80

Da metà degli anni ottanta si diffonde l'uso delle fotocopie. E dall'uso si giunge facilmente all'abuso. Bruno Munari ebbe subito a sperimentare l'uso creativo, fantastico delle fotocopie. Ma c'è stato e ancora c'è anche un uso banale della fotocopia. E spesso si giunge al vero e proprio abuso. Me lo evidenziava anni fa, durante la mia esperienza di Direttore Didattico in Val di Fassa, l'amico Stefano Dell'Antoni, bibliotecario dell'Istituto Culturale Ladino: "…arrivano gli scolari delle nostre scuole e gli universitari. Sfogliano i libri, cercano i capitoli interessanti, leggono alcune righe e poi mi chiedono di fare delle fotocopie. A volte centinaia di fotocopie. Infine rilegano. Ecco la ricerca, ecco la tesi di laurea!!"
Charles Foubert, ricercatore del Centro di documentazione e comunicazione internazionale IDOC, di Roma, anni fa - durante un corso sui metodi di archiviazione e schedatura -parlava di una vera e propria sindrome che attanaglia i documentaristi o i bibliotecari: la sindrome da fotocopia. Vale a dire che, appena un bibliotecario o, un operatore di un centro di documentazione, trova un articolo o un intervento, che appare a prima vista interessante, lo fotocopia e lo archivia…convinto poi di averlo già - inconsciamente - letto.

Oggi: CD-rom, enciclopedie multimediali, internet

Oggi ci sono almeno due novità di non poco conto: Le enciclopedie multimediali, consultabili con un DVD o un CD-Rom e la rete mondiale: internet. Per la prima volta, nella storia dell'umanità, c'è la possibilità di avere nel cosiddetto "tempo reale", una mole quasi infinita di informazioni. In un'enciclopedia multimediale (del peso di pochi grammi) è possibile reperire migliaia di pagine di testo, immagini, musica e video. Ma oggi il compito diviene sicuramente più difficile, estremamente difficile. Con i cosiddetti motori di ricerca che sfruttano l'enorme potenzialità dei data-base, chiunque può reperire informazioni su un determinato argomento. E poi è sufficiente selezionare ciò che serve e collegarlo al resto. E' quella che io definisco la didattica del "copia e incolla". In qualità di presidente delle Commissioni di esame di terza media, mi sono trovato, anche recentemente di fronte a bellissime "tesine" o "ricerche" dei ragazzi. Alcuni insegnanti con scarse o nulle competenze informatiche, sono rimasti sbalorditi. Il loro commento di positivo assenso era quasi sempre preannunciato dal "…oh che bel lavoro!"
Eppure quando si è scavato un po’ oltre le belle apparenze, si è capito subito che la ricerca era frutto del "copia e incolla".
In conclusione: è importante riscoprire la capacità di "fare ricerca". Acquisire informazioni, confrontarle con altre, confrontarci coi nostri pensieri e con le opinioni degli altri e farne poi un "nostro pensiero sintetico". E' preferibile perciò una ricerca, seppur breve e sintetica, ma nostra, corredata magari da un disegno originale o una foto scattata da noi.
In un mondo che ci sommerge di informazioni è importante semplificare. E' un esercizio difficile, ma importante…e che conduce ad una vera elaborazione culturale, che produce istruzione.

E' un lavoro lento che somiglia a quello di certi artigiani e che Bruno Munari, in maniera efficace, a così ben sintetizzato:

Semplificare e' piu' difficile

Complicare è facile,
semplificare è difficile.
Per complicare basta aggiungere,
tutto quello che si vuole:
colori, forme,azioni, decorazioni,
personaggi, ambienti pieni di cose.
Tutti sono capaci di complicare.
Pochi sono capaci di semplificare.
Per semplificare bisogna togliere,
e per togliere
bisogna sapere che cosa togliere,
come fa lo scultore quando
a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra
tutto quel materiale che c'è in più.
Teoricamente ogni masso di pietra
può avere al suo interno una scultura bellissima,
come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere,
senza rovinare la scultura?
Togliere invece che aggiungere
vuol dire riconoscere l'essenza delle cose
e comunicarle nella loro essenzialità.
Questo processo
porta fuori dal tempo e dalle mode....
La semplificazione è il segno dell'intelligenza,
un antico detto cinese dice:
quello che non si può dire in poche parole
non si può dirlo neanche in molte.

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pubblicato il 2013/01/25 13:41:17 GMT+2 ultima modifica 2013-01-25T14:41:00+02:00

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