A scuola di Opencoesione, percorso didattico per promuovere e sviluppare la cittadinanza attiva e consapevole

Nel Bolognese una classe di scuola media analizza un progetto di formazione per l’inserimento lavorativo dedicato ai rifugiati, finanziato dal Fondo sociale europeo

Grazie al percorso didattico innovativo A scuola di Opencoesione si promuove nelle scuole italiane la cittadinanza attiva e consapevole, attraverso attività di ricerca e monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici europei e nazionali. L’iniziativa permette di sviluppare competenze digitali, statistiche e di educazione civica, per aiutare studenti e studentesse a conoscere e comunicare, con l’ausilio di tecniche giornalistiche, come le politiche pubbliche, e in particolare le politiche di coesione, intervengono nei luoghi dove vivono.

A San Lazzaro di Savena (Bologna), gli studenti e le studentesse della classe 2E della scuola media Leonardo da Vinci hanno deciso di partecipare scegliendo di lavorare sul progetto Percorsi di inclusione lavorativa rivolti a persone richiedenti asilo e rifugiate nell’area urbana di Bologna finanziato dal Programma operativo regionale del Fondo sociale europeo. Supportati da Europe Direct Emilia-Romagna, dalla Regione che ha programmato l’intervento e dagli enti di formazione attuatori del progetto, gli studenti del team Bolinclusive – così hanno deciso di chiamarsi - si sono formati sul Fondo sociale europeo, in particolare sul tema centrale dell’Inclusione, hanno cercato i dati di monitoraggio sul sito Opencoesione, i dati di contesto sul sito Istat, hanno intervistato alcuni destinatari dei percorsi di formazione per capire meglio l’impatto dal punto di vista dell’inserimento nel mondo del lavoro. Risultato: un report, con infografiche originali, in cui sono evidenziati punti di forza e di debolezza del progetto. In particolare gli studenti hanno constatato che le persone, inserite in un setting formativo di qualità, riescono a ritrovare fiducia e stima in se stesse e a intraprendere un progetto lavorativo e di vita. Il loro consiglio è quindi quello di curare gli ambienti formativi ma, soprattutto, la relazione con ciascun partecipante all’attività formativa. Rispetto a eventuali sviluppi, i ragazzi pensano possa essere utile proporre alle persone che hanno iniziato un nuovo percorso di vita con questo progetto, un aggiornamento delle loro competenze, in aree anche complementari a quanto hanno già intrapreso (per esempio in campo linguistico, oppure una specializzazione in un settore affine). L’intervento è stato giudicato dal team Bolinclusive complessivamente molto utile ed efficace.

Studenti e studentesse hanno documentato e diffuso il loro lavoro di approfondimento e monitoraggio civico attraverso alcuni video, di cui hanno realizzato anche le colonne sonore.

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pubblicato il 2022/06/20 14:40:23 GMT+2 ultima modifica 2022-06-20T14:40:23+02:00

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