Tutti per uno: modello di doposcuola sperimentale per le scuole secondarie di primo grado di Reggio Emilia
Reggio Emilia
Il progetto di Reggio Emilia
Il progetto intende contrastare le disuguaglianze di accesso alle opportunità educative, culturali e di socializzazione dei preadolescenti, con particolare attenzione ai contesti territoriali più fragili caratterizzati da minori dotazioni di servizi, vulnerabilità economiche e sociali, e difficoltà di collegamento fisico e relazionale con il centro città.
I protagonisti
Soggetto titolare
Comune di Reggio Emilia
Partner
Istituto Comprensivo G. Galilei, sede distaccata di Massenzatico
Istituto Comprensivo A. Einstein, sede distaccata di Villa Bagno
Istituto Comprensivo Pertini 1
Territorio
Quartiere di Rosta Nuova a Reggio Emilia, frazione di Villa Bagno e frazione di Massenzatico.
Scuole
Istituto Comprensivo G. Galilei, sede distaccata di Massenzatico
Istituto Comprensivo A. Einstein, sede distaccata di Villa Bagno
Istituto Comprensivo Pertini 1
Descrizione
Il quartiere Rosta Nuova, situato in area semi-centrale, è caratterizzato da alta densità abitativa e una residenza storicamente consolidata. Pur dotato di servizi pubblici e privati, il quartiere mostra una vulnerabilità sociale e demografica significativa, dovuta all’aumento della presenza di nuclei fragili e con un reddito medio inferiore alla media cittadina. Il recente decreto di dimensionamento scolastico, inoltre, ha unito le dirigenze dei due precedenti istituti (Pertini 1 e Pertini 2); pertanto oggi siamo di fronte a un istituto che ha bacino di quasi 2.000 utenti, forse il più numeroso della Regione. Anche per questa ragione pensiamo sia strategica la costruzione di una rete educativa di quartiere che supporti una migliore gestione dell’istituto riducendo gli effetti negativi del dimensionamento e accompagni i ragazzi nella scoperta del territorio, favorendo esperienze di cittadinanza attiva e appartenenza.
Il progetto intende promuovere la continuità tra il tempo scolastico e quello extrascolastico, offrendo prima di tutto agli utenti, a partire da quelli fragili, un supporto di tipo curricolare vocato alla riduzione dei gap di competenza (linguistica, cognitiva, relazionale, espressiva ecc.), ma anche l'accesso a opportunità educative e formative multidisciplinari (che entrano nella scuola grazie al contributi di soggetti del territorio coinvolti in modo pro-attivo attraverso percorsi di co-progettazione e afferenti a diverse discipline e ambiti di competenza), alle famiglie un supporto concreto nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro, alla sostenibilità urbana tramite la riduzione degli spostamenti e del traffico.
L’ampliamento dell’offerta formativa pomeridiana si articola in due direttrici principali:
- Da un lato, la creazione di spazi e tempi dedicati allo studio assistito, con personale qualificato a supporto degli studenti, in particolare di quelli più fragili;
- dall’altro, la valorizzazione delle forme di espressività e creatività attraverso la rielaborazione del concetto di atelier, mutuato dall’esperienza dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia del Reggio Emilia Approach e già introdotto nella primaria. L’atelier è qui reinterpretato come ambiente di conoscenza e ricerca per la scuola secondaria di primo grado, in cui i linguaggi espressivi diventano strumenti di accesso alla conoscenza, di sperimentazione interdisciplinare e di inclusione. Tale modello riconosce la pluralità dei linguaggi e delle intelligenze come risorsa per la costruzione del sapere condiviso. L’atelier si configura quindi come un “arcipelago educativo multidisciplinare” — comprendente spazi scuola, botteghe del pomeriggio, officine creative — capace di offrire un curriculum extrascolastico di qualità, radicato nel territorio e aperto alla collaborazione tra istituzioni, famiglie, associazioni e imprese e singoli cittadini. Insomma la comunità (di prossimità) nel suo insieme che agisce e inter-agisce con la scuola come luogo aperto perchè capace di accogliere tutti e di offrire a tutti le giuste opportunità.
Gli obiettivi attesi sono quindi:
- Per quanto riguarda il contesto 'scuola' e la dimensione 'educativa: la riduzione delle povertà educative, attraverso i percorsi pomeridiani offerti alle fasce fragili e vulnerabili, l'aumento di relazioni sociali tra la scuola e il territorio, la creazione di network relazioni più densi anche all'interno della scuola, la circolazione di un numero maggiore di opportunità e di accesso ai saperi tra tempo curricolare e tempo extra-curricolare, un maggiore livello di partecipazione e coinvolgimento delle famiglie e degli insegnanti;
- per quanto riguarda il contesto di prossimità territoriale la partecipazione al progetto educativo di un numero di soggetti con competenze e operanti in ambiti disciplinari diversi (multi e inter-disciplinarietà), la conseguente alleanza di scopo da sottoscrivere in uno specifico Accordo di partenariato tra Comune, Scuole, associazioni del Terzo Settore e sportive, altre organizzazioni e singoli cittadini e la realizzazione di sinergie anche economiche tra gli attori di uno stesso territorio in grado di produrre inclusione e capitale sociale;
- per quanto riguarda la città la riduzione delle diseguaglianze sia sociali che territoriali in favore di una maggiore omogeneità nella distribuzione e redistribuzione di opportunità, una riduzione delle esternalità negative (traffico e congestione urbana, deregulation del mercato, arretramento del ruolo di regia ed equità da parte dell'attore pubblico nel governo del territorio e nel modello di sviluppo).
Le azioni previste si articolano in percorsi educativi integrati di tempo extra-scolastico, realizzati in co-progettazione tra scuole, Comune, soggetti del Terzo Settore, associazioni culturali e sportive. Ogni territorio vedrà l’attivazione di un educatore di quartiere, figura di raccordo tra scuola e comunità, con il compito di promuovere la partecipazione dei ragazzi e delle famiglie, favorire la continuità educativa tra scuola primaria e secondaria e presidiare le situazioni di isolamento o fragilità.
Verrà data particolare attenzione all’ambito degli apprendimenti scolastici avvalendosi di educatori professionali e di competenze specifiche per sostenere gli apprendimenti di ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento o bisogni educativi speciali.
I pacchetti educativi territoriali offriranno esperienze laboratoriali in ambito culturale, artistico, sportivo, ambientale e scientifico, valorizzando le risorse locali (centri sociali, parrocchie, associazioni, impianti sportivi, spazi PNRR).
A Bagno, le attività si concentreranno nella nuova mensa come sala polivalente aperta alle realtà culturali ed educative del quartiere anche in collegamento con la vicina Cittadella dello Sport di Masone.
A Massenzatico, le azioni valorizzeranno il centro sociale “Capannina Paradisa” e la palestra scolastica come luoghi di socialità e protagonismo giovanile, con laboratori di cittadinanza attiva e percorsi artistici e musicali.
A Rosta, dove la densità abitativa e la vulnerabilità sociale sono più elevate, le attività si svolgeranno in rete con i due istituti comprensivi e i presidi di quartiere (cinema comunale, biblioteca, parco pubblico), promuovendo la conoscenza del quartiere, la cooperazione e la prevenzione dei comportamenti a rischio.
Particolare attenzione sarà rivolta ai minori con background migratorio, alle famiglie in difficoltà economica o con minori competenze, e ai ragazzi che manifestano disaffezione scolastica o povertà relazionale. Le attività saranno progettate secondo criteri di accessibilità, flessibilità, e valutando una minima contribuzione economica calmierata in base al reddito, garantendo così la partecipazione anche di chi vive situazioni di fragilità familiare o isolamento territoriale.
La dimensione comunitaria è rafforzata dalla costruzione di reti educanti locali, attraverso incontri di co-progettazione con scuole, famiglie e cittadini, momenti pubblici di restituzione e strumenti digitali di comunicazione partecipata. Le esperienze saranno documentate e valutate con il supporto dell’Università di Modena e Reggio.
NOTE
Si prevede di calibrare quanto descritto anche a valle della survey sull’universo di riferimento (12.000 famiglie) che stiamo conducendo nell’ambito del bando Partecipazione della Regione Emilia-Romagna edizione 2025-2026 e che potrà inquadrare esattamente i bisogni educativi ed extra-scolastici dei territori individuati come le sedi di sperimentazione. Per questo la fase di co-progettazione si avvierà dopo la disponibilità dei dati (marzo 2026) e anche in relazione alle sperimentazioni alle primarie basate sulla medesima surveye e previste nella primavera ed estate di quest’anno.
